Mentre i segnali dell’anima sono sottili, non sono un imperativo, sono voci leggere, sincronicità che indicano la via della felicità che ci chiedono di stare in ascolto attento, di lasciare andare il cuore oltre, entrando in contatto con l’essenza delle cose, il loro spirito profondo.

Rallentando volontariamente una qualsiasi delle attività che svolgiamo distrattamente possiamo accorgerci di un intero universo
Ad esempio: che il cibo che mangiamo non ci piace veramente ma è solo abitudine; che il frinire delle cicale riempie i pomeriggi di un’estate che credi solitaria; che la forma di una nuvola dona la riposta che cercavi.
Limitandoci ad osservare con consapevolezza la vita, cioé ponendoci domande come: quale è il dono? quale è lo scopo? cosa posso imparare? Può accadere che il fine degli incontri di una giornata, l’intento delle cose che accadono emerga e porti il dono della vita.




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