Effetto Coinquilini: quando nella coppia si diventa amici e il desiderio scompare

Quando nella coppia si diventa più coinquilini che amanti

Il calo del desiderio nella convivenza e l’effetto “coinquilini”

effetto coinquilini
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Ci sono coppie che si vogliono bene, si rispettano, condividono progetti, responsabilità e una quotidianità costruita insieme. Eppure, quando arriva la sera, non si cercano più

Il letto, che un tempo era uno spazio di incontro, può diventare semplicemente il luogo in cui si dorme

Ci si dà un bacio, magari un abbraccio, ma l’erotismo sembra essersi spento

E allora può comparire una domanda difficile, spesso accompagnata da paura e senso di colpa:

“Se non lo/la desidero più, significa che non lo/la amo più?”

Non necessariamente

Il calo del desiderio all’interno di una coppia convivente è molto più frequente di quanto si immagini e, soprattutto, non sempre racconta la fine dell’amore. A volte racconta semplicemente che la relazione ha bisogno di ritrovare qualcosa che la quotidianità ha progressivamente consumato: la distanza, la curiosità, l’attesa e la possibilità di tornare a percepire l’altro come qualcuno da scoprire, e non soltanto come la persona con cui condividiamo la vita

Quando l’amore c’è, ma il desiderio si è perso

All’inizio di una relazione, gran parte dell’energia erotica nasce dall’incertezza

l'energia erotica nasce dall'incertezza
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Non sappiamo esattamente cosa farà l’altro, quando lo vedremo, cosa pensa di noi. Ci sono attese, fantasie, appuntamenti, separazioni. L’altro non è ancora completamente conosciuto

Con la convivenza, invece, molte di queste esperienze scompaiono

Ci si vede tutti i giorni. Si condividono pasti, spese, faccende domestiche, impegni, stanchezza e problemi. L’altro diventa familiare in ogni senso: sappiamo come si comporta appena sveglio, quali sono le sue abitudini, cosa troveremo nel frigorifero e persino quali frasi dirà davanti a una certa situazione

La familiarità è fondamentale per costruire un legame sicuro

Ma sicurezza ed erotismo non funzionano esattamente allo stesso modo

L’amore tende a cercare vicinanza

Il desiderio, invece, ha bisogno anche di una certa distanza

L’effetto “coinquilini”

L’effetto coinquilini si verifica quando la coppia funziona molto bene sul piano organizzativo, ma sempre meno su quello erotico

Si diventa una squadra efficiente: chi porta fuori la spazzatura, chi accompagna i bambini, chi fa la spesa, chi paga una bolletta

La relazione può essere piena di collaborazione, ma povera di seduzione

Si parla moltissimo, ma spesso solo di cose da fare

“Hai pagato la bolletta?””A che ora torni?””Domani chi va a prendere i bambini?” “Cosa mangiamo stasera?”

può scomparire uno spazio fondamentale
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Sono conversazioni necessarie. Ma se diventano quasi l’unico linguaggio della coppia, lentamente può scomparire uno spazio fondamentale: quello in cui non siamo genitori, organizzatori, lavoratori o amministratori della casa

Siamo semplicemente due persone che si desiderano

Un piccolo aiuto pratico per voi che state leggendo:

Se vi riconoscete in queste parole, ho preparato una guida breve e totalmente gratuita con 3 esercizi pratici di comunicazione per iniziare a ritrovare quella distanza che riaccende l’incontro

Per riceverla dovrete solo richiederla a:

ilguido@lacoppiachenonscoppia.it

Troppa vicinanza può spegnere il desiderio?

Devo dirlo:ln parte, sì

Non perché la vicinanza sia sbagliata, ma perché l’erotismo ha bisogno di percepire l’altro come separato da noi

Per desiderare qualcuno dobbiamo, almeno in parte, poterlo guardare da fuori

Questo significa che una coppia può essere molto unita e, allo stesso tempo, avere bisogno di maggiore autonomia

Avere interessi propri

Frequentare amici separatamente

Coltivare passioni individuali

Avere momenti in cui non si è insieme

avere qualcosa da raccontarsi perché, durante la giornata, è successo qualcosa senza l'altro
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Persino avere qualcosa da raccontarsi perché, durante la giornata, è successo qualcosa senza l’altro

La distanza, in questo senso, non è necessariamente una minaccia alla relazione

Può diventare uno spazio in cui il desiderio torna a respirare

Il problema non è sempre “quanto ci amiamo”, ma “quanto spazio abbiamo per desiderarci

Quando una persona non sente più desiderio verso il partner, potrebbe iniziare a preoccuparsi

“Cosa c’è che non va in me?”

“Forse non lo/la amo abbastanza.”

“Forse non sono più attratto/a da lui/lei.”

“Forse la nostra relazione è finita.”

Queste domande possono alimentare ansia e pressione. E la pressione, paradossalmente, è spesso una pessima alleata del desiderio

Il desiderio non ama sentirsi obbligato

Non compare perché abbiamo deciso che “dovrebbe” comparire

Non possiamo imporci di essere eccitati nello stesso modo in cui possiamo imporci di lavare i piatti o rispondere a una mail

Che cosa è successo allo spazio erotico della nostra relazione?
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Per questo, invece di chiedersi soltanto “Come faccio a fare più sesso?” può essere più utile chiedersi:

“Che cosa è successo allo spazio erotico della nostra relazione?”

Ritrovare la distanza per ritrovare l’incontro

Recuperare il desiderio non significa necessariamente organizzare serate romantiche a tutti i costi o introdurre continuamente novità nella vita sessuale

A volte il primo passo è molto più semplice: ricostruire due individualità

Tornare ad avere una parte di vita che non appartiene solo alla coppia

Uscire con gli amici. Coltivare un interesse personale.Fare qualcosa da soli. Prendersi del tempo senza sentirsi in colpa

E, soprattutto, smettere di pensare che una coppia sana debba fare tutto insieme

La relazione non perde valore quando due persone si separano per qualche ora

Al contrario, può diventare più ricca quando ciascuno torna nella relazione portando con sé esperienze, pensieri, emozioni e desideri propri

Anche il modo in cui ci guardiamo può e deve cambiare

la terapia della coppia
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C’è poi un altro aspetto importante

Nella quotidianità tendiamo a guardare il partner attraverso le sue funzioni:il genitore, il collega, quello che cucina, quella che organizza, quello che dimentica sempre le chiavi

Lo vediamo attraverso la lente della vita quotidiana

L’erotismo, invece, richiede un altro tipo di sguardo

Significa poter tornare a vedere quella persona non soltanto per ciò che fa per noi, ma per chi è

Come si muove. Come ride. Come parla. Come si veste. Come guarda. Cosa desidera.

Cosa non conosciamo ancora di lui/lei

Il desiderio può riemergere quando torniamo a percepire nell’altro qualcosa che non possediamo completamente e che non possiamo dare per scontato

Non tutto, però, è “solo routine”

È importante non semplificare

Non ogni calo del desiderio dipende dalla convivenza o dalla troppa vicinanza

A volte dietro la perdita di desiderio ci sono risentimenti accumulati, difficoltà nella comunicazione, conflitti irrisolti, stress, cambiamenti personali, problemi fisici o psicologici, farmaci, difficoltà sessuali o una sofferenza nella relazione che merita di essere ascoltata e valutata da un professionista serio e preparato che può aiutare e risolvere

Per questo il calo del desiderio non va né drammatizzato né banalizzato

Può essere un sintomo, ma può anche essere un messaggio

La domanda non è necessariamente “Come facciamo a tornare quelli di prima?”

Forse è più utile chiedersi:

“Che tipo di coppia siamo diventati e che tipo di coppia vogliamo tornare a essere?”

che tipo di coppia vogliamo essere?
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Il desiderio non si recupera tornando indietro

Una delle aspettative più problematiche è pensare di dover ricreare esattamente la passione dei primi mesi

Ma una relazione lunga non può funzionare esattamente come una relazione appena iniziata

L’obiettivo, per il terapeuta, non è farvi tornare alla fase iniziale

È costruire una nuova forma di desiderio, più consapevole e meno affidata soltanto alla novità

Un desiderio che possa convivere con la sicurezza senza essere soffocato dalla familiarità

Un desiderio in cui due persone continuano a scegliersi, pur conoscendosi profondamente

Perché forse il punto non è avere meno amore per avere più desiderio

È imparare che, anche dentro una relazione stabile, possiamo continuare ad essere due persone separate che scelgono di incontrarsi

Quando chiedere aiuto?

Se il calo del desiderio crea sofferenza, distanza o conflitto, parlarne con un professionista può aiutare a comprendere cosa sta realmente accadendo

Non necessariamente per “aggiustare” il sesso

Ma per capire che cosa il sintomo sta raccontando della coppia e delle persone che la compongono

A volte il problema non è che il desiderio è scomparso. È che, sotto il peso della routine, non ha più trovato lo spazio per farsi sentire

E recuperare quello spazio, con la guida di un bravo professionista, può essere il primo passo per tornare a incontrarsi

Perché per desiderare qualcuno abbiamo bisogno di sentirlo vicino, ma anche abbastanza lontano da poterlo ancora guardare con curiosità

Sbloccate la vostra situazione: facciamo un primo passo insieme

Capire da soli dove si è incastrato il desiderio non è facile, soprattutto quando la routine ha preso il sopravvento. Se sentite che la distanza tra voi si sta allargando troppo o se il silenzio è diventato pesante, parlarne con un professionista può aiutarvi a fare chiarezza

Per questo ho scelto di offrire un primo colloquio telefonico conoscitivo gratuito di 15 minuti oppure online (su Zoom o Whatsapp)

Non è una seduta di terapia, ma uno spazio protetto e senza giudizio in cui potrete raccontarmi cosa state vivendo e capiremo insieme se e come posso aiutarvi a ritrovare il vostro spazio e la vostra relazione

Il Guido


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