Nella quotidianità ci si trova ad affrontare situazioni, problemi, rapporti che sembrano proporsi e riproporsi sempre nello stesso modo e sembrano non trovare soluzione per quanto si faccia; ci si sente come una mosca in un vaso. Il fatto è che quel vaso è aperto, lo è sempre!

Il punto è che noi ci poniamo da soli in una posizione limitante, non ci accorgiamo di aver messo la testa in un secchio mentre la vita è un mare. Il fatto che il mare sia vasto, il vento tra le sue onde produca un rombo sordo può spaventare ed è sempre la paura che ci frena, l’ignoto; preferiamo indossare i panni dei ruoli che abbiamo scelto o che ci hanno chiesto di indossare piuttosto che spogliarci di tutto e scoprire chi siamo.

C’è sempre una soluzione!
Questo non significa necessariamente buttare all’aria tutto ciò che si è costruito, anche se alcuni lo fanno, significa piuttosto scoprire quali sono i nostri talenti, le nostre meravigliose e personali qualità e usarle nella vita di tutti i giorni, in famiglia, al lavoro, con le persone che frequentiamo.
Scoprire i propri talenti alle volte non è immediato, per farlo si può usare una sorta di telecamera interiore che ci fa osservare da vicino e nei particolari come ci poniamo nelle situazioni, cosa ci riesce bene, e che cosa facilmente.

La parte successiva è la più interessante: è l’ascolto del cuore.
Una volta fatta l’osservazione e magari anche un elenco delle cose osservate è necessario prenderle una alla volta e sentire cosa sentiamo dentro di noi: felicità, gioia o all’opposto noia, desiderio di altro, se questo è non si tratta di qualcosa che ci appartiene nel profondo ma di semplice abilità acquisita nel tempo e quindi di un ruolo assunto.
Sta, come sempre, al libero arbitrio di ciascuno tenere o lasciar andare il vecchio, mantenere il comodo


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