Questa è la domanda che mi sono fatto quando mi hanno parlato per la prima volta di stare nel QUI E ORA e che ho continuato a farmi per un po’.
Come è possibile restare nel MOMENTO PRESENTE quando, fondamentalmente, questo non esiste: noi abbiamo esperienza del passato, possiamo sognare e indugiare nel futuro ma il presente continua a sfuggire
Per me era come il concetto geometrico del punto: se lo disegni è già un segmento, infinitesimale ma un segmento

Mi arrovellavo su questo perché nella mia mente i pensieri continuavano a saltare tra i rimpianti del passato e l’ansia di voler far accadere qualcosa che fosse diverso da quel passato che non potevo cambiare ma che volevo diverso.
Era come camminare sempre all’indietro, con una costante sensazione di disagio, circospezione, poca fiducia.
Come poter stare meglio nel presente? Cosa fare di diverso?
Cominciare ad ascoltare il mio corpo, i segnali di disagio che mi inviava imparando a collegarli ai miei pensieri è stato l’inizio di un percorso.
Cominciavo ad essere consapevole di una parte dei miei pensieri, certo non tutti. In un mio video vi ho già spiegato che sono circa 65.000 le forme di pensiero che abbiamo quotidianamente.

Individuato il pensiero e la sua reazione sul mio fisico ecco che ho cominciato a lavorare su questo imparando a rilassare dove il mio fisico concentrava il disagio, era il primo lasciar andare senza giudicare cosa stava succedendo, ma restando ad osservare come si sentiva il mio corpo e cosa restava del mio pensiero negativo
In generale restava e resta, ogni volta che faccio questo esercizio, spazio per altro che POSSO SCEGLIERE!
Ed ecco che non ero e non sono più nel Passato, ma nel Presente!
Ascoltare il mio corpo mi porta nel presente
il Guido
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