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Crisi di coppia o capolinea? Come capire se siete al bivio o al funerale della relazione

Crisi di coppia o capolinea?Succede quasi sempre di notte. Sei a letto, il soffitto sembra vicinissimo, e alla tua destra c’è quella persona con cui un tempo avresti voluto dividere l’eternità e con cui oggi fai fatica a dividere persino il piumone. Lo guardi (o la guardi) mentre dorme beatamente – emettendo quel respiro pesante che un tempo definivi “tenero” e che stasera ti fa desiderare il trasferimento immediato in Nuova Zelanda – e ti fai la domanda delle domande: “Siamo solo in crisi o siamo alla frutta? E soprattutto, la frutta è già marcia?”

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Voglio dirti una cosa da terapeuta, ma prima di tutto da essere umano che vede passare queste scene ogni giorno sul proprio divano professionale:

avere questo dubbio non ti rende una brutta persona, ti rende solo una persona intrappolata in un limbo estenuante

Il dubbio non è ancora una sentenza di divorzio; spesso è solo il cruscotto della tua relazione che ha acceso la spia del motore. Resta da capire se basta un cambio d’olio emotivo o se è il caso di rottamare l’auto. Facciamo un respiro profondo e proviamo a capire insieme dove vi trovate

La Crisi di coppia Passeggera: quando il motore tossisce, ma la macchina cammina ancora

Sfatiamo subito un mito da commedia romantica hollywoodiana: le coppie sane non sono quelle che non litigano mai e si guardano adoranti mentre preparano i pancake la domenica mattina

Quelle sono le coppie della pubblicità dei biscotti, o persone che assumono forti dosi di camomilla

Nella vita reale, le relazioni attraversano delle vere e proprie “fasi di crescita” che fanno un male cane

. Si chiamano crisi evolutive, ed è quando il vecchio modo di stare insieme non funziona più, ma quello nuovo non è ancora stato inventato

Se vi trovate in questa terra di mezzo, ci sono alcuni indizi molto chiari che ti dicono che la vostra storia non è affatto morta. Ha solo un forte attacco di influenza relazionale:

Il conflitto ha ancora “energia” (anche se fa scintille):

Se quando litigate vi sembra di stare sul ring di Rocky Balboa, paradossalmente è un buon segno. C’è rabbia, c’è frustrazione, c’è la voglia di urlare all’altro “Ma insomma, mi ascolti?!”

Questo significa che vi importa ancora. C’è un investimento emotivo. Il vero pericolo non è la tempesta, è la bonaccia totale

La sindrome del “Non sei tu, è la vita”

Spesso guardiamo il partner con l’istinto omicida di un serial killer, ma se analizziamo bene la situazione, il problema non è lui (o lei)

Il problema è che siete schiacciati da fattori esterni: un mutuo che pesa, un nuovo lavoro che assorbe 14 ore al giorno, o la gestione di un figlio piccolo che ha trasformato la vostra intimità in un miraggio nel deserto

In questo caso, siete due alleati stanchi che si stanno prendendo a gomitate per sbaglio, non due nemici

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La nostalgia del “Noi”

Fai questo piccolo test mentale. Quando ripensi ai momenti belli del passato, provi una stretta al cuore e una forte nostalgia del “come stavamo bene prima”?

Se la risposta è sì, significa che il tuo nucleo emotivo desidera ancora quella persona. Il legame c’è, è solo sepolto sotto una montagna di stress quotidiano e di mancate comunicazioni

In parole povere: se c’è ancora il desiderio di stare bene insieme, siete semplicemente davanti a un passaggio di livello. Scomodo, faticoso, ma assolutamente superabile

Il “Rilevatore di Esaurimento Relazionale” (Esercizio Pratico)

Prima di dichiarare il decesso della tua relazione, facciamo un piccolo esperimento scientifico per capire se siete vicini al divorzio o semplicemente vicini a un crollo psicofisico da stanchezza

Prendete un weekend, o anche solo una serata, ed escludete categoricamente tre elementi: scadenze di lavoro, gestione dei figli (mollatei a nonni o baby-sitter senza sensi di colpa) e discussioni sulle bollette. Ora ordinate una pizza e provate a guardare un film o a fare una passeggiata senza parlare di problemi

Risultato A: Se dopo dieci minuti riuscite a ridere per una scemenza o a sfiorarvi le mani sul divano provando un senso di sollievo, congratulazioni: siete solo clinicamente esausti. La coppia c’è, ha solo bisogno di ferie

Risultato B: Se invece, tolti i doveri, vi ritrovate immersi in un silenzio tombale e gelido, e l’unica cosa che desideri è che il tempo scorra veloce per tornare ognuno nelle proprie stanze mentali, allora dobbiamo girare pagina e guardare in faccia la realtà

Passiamo quindi alla parte che fa più paura

Se vi riconoscete in questo circolo, forse il primo passo non è cercare immediatamente di “risolvere”

Potrebbe essere, più semplicemente, riuscire a parlarne

Per questo ho preparato una breve guida gratuita con 3 esercizi pratici di comunicazione pensati per aiutare la coppia a ritrovare uno spazio di dialogo

Se vuoi riceverla, puoi contattarmi direttamente qui

La Fine di una Storia: quando la candela si è spenta del tutto

Come terapeuta, ti dico che c’è una grande verità clinica che spesso ignoriamo: il contrario dell’amore non è l’odio

Il vero contrario dell’amore è l’indifferenza. Quando una storia è arrivata al capolinea, il motore non tossisce più: si è proprio spento

Ecco i quattro segnali d’allarme (Red Flags) che indicano che non stiamo più parlando di una crisi passeggera, ma di un disinvestimento emotivo profondo:

La pace della tomba (La Bonaccia): Non litigate più. Ma non perché abbiate trovato l’illuminazione spirituale, bensì perché non ve ne frega più niente

Quando il partner fa qualcosa che un tempo ti avrebbe fatto saltare i nervi e oggi ti fa solo alzare le spalle pensando “Tanto è inutile”, significa che hai smesso di lottare per la relazione

Avete depositato le armi e vi state comportando come due condomini cortesi

Il disprezzo sistematico: Questo è uno dei “cavalieri dell’Apocalisse” della coppia

Un conto è dire “Stasera hai cucinato male”, un conto è pensare “Cucini male perché sei un incapace in tutto quello che fai”

Quando l’altro non è più una persona che commette errori, ma diventa ai tuoi occhi una persona profondamente “sbagliata” nella sua stessa essenza, il rispetto si è incrinato

E senza rispetto, non si costruisce nemmeno un castello di Lego, figuriamoci una vita insieme

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Il futuro in modalità “Single” (L’evasione mentale): Fai attenzione a dove viaggia la tua mente quando sogni ad occhi aperti

Se progetti il tuo prossimo viaggio, il cambio di casa o i tuoi anni della vecchiaia e, inconsciamente, la figura del tuo partner non c’è mai – o se l’idea di essere solo ti provoca un immediato senso di libertà e leggerezza invece che paura – la tua mente ha già fatto le valigie

Stai solo aspettando il coraggio di portare fuori anche i corpi

Il “Coprifuoco” corporeo: Non parliamo solo di sesso (che può avere i suoi alti e bassi fisiologici). Parliamo della vicinanza fisica elementare

Se il solo pensiero di un suo abbraccio ti irrigidisce, se eviti spontaneamente di incrociare il suo sguardo o se ricevere una carezza sul collo ti dà lo stesso fastidio di una zanzara in piena estate, il corpo sta parlando chiaro. Il corpo non mente quasi mai: ha attivato il sistema di rifiuto

Il “Termometro della Coppia”: 3 domande da farsi stasera

Se sei arrivato a leggere fin qui, probabilmente hai una confusione mentale che metà basta

Per aiutarti a tirare le somme e capire da quale parte della bilancia stia pendendo la tua storia, prova a farti queste tre domande stasera, quando si spegneranno le luci

Ma sii onesto: non ci sono risposte giuste o sbagliate, ci sei solo tu

Il test del telecomando: Se avessi in mano un telecomando magico in grado di resettare la tua vita, in questo momento vorresti premere il tasto “Riavvia la nostra storia dall’inizio” o vorresti premere “Cambia canale” e ritrovarti da tutt’altra parte, magari da solo?

Amore affaticato o paura del vuoto? Quello che ti tiene ancora legato a questa persona è un sentimento reale che oggi fa semplicemente fatica a esprimersi sotto il peso dei problemi, oppure è solo il terrore della solitudine, del giudizio degli altri e del dover ricominciare da zero?

La riserva di energia: Saresti disposto (o disposta) a fare un ultimo, vero tentativo guidato – come rimettersi in gioco con un percorso professionale – o senti che dentro di te la riserva di energia è a secco e non hai più nemmeno un briciolo di carburante da investire?

E adesso? (La conclusione che non ti aspetti)

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C’è una cosa che ripeto sempre nel mio studio: la crisi non è il fallimento di una coppia, è solo la fine di un ciclo

Sia che decidiate di rimboccarvi le maniche per riscegliervi e ricostruire un nuovo modo di stare insieme, sia che vi rendiate conto che la cosa più sana da fare è lasciarsi andare con rispetto, avete comunque davanti a voi un’opportunità di evoluzione

Stare nel limbo del “non so che fare” per mesi o anni è l’unica vera scelta che logora l’anima

Se sentite di essere bloccati in questo limbo e non riuscite a capire se il vostro motore ha solo bisogno di una riparazione o se è il momento di rottamare l’auto, non dovete fare tutto da soli

Un percorso di terapia di coppia serve proprio a questo: a fare chiarezza in modo protetto, senza giudizi, qualunque sia l’esito finale

Se volete fare chiarezza insieme, vi aspetto nel mio studio. [Contattatemi qui] per fare il primo passo

Per questo ho scelto di offrire un primo colloquio conoscitivo gratuito di 15 minuti, telefonico oppure online su Zoom

Richiedi qui un primo colloquio gratuito di 15 minuti

Non è una seduta di terapia

È uno spazio protetto e senza giudizio nel quale puoi raccontarmi, con i tuoi tempi, cosa stai vivendo e possiamo capire insieme se e come posso aiutarti

Nel mio approccio, di ispirazione Rogersiana, il percorso parte dall’ascolto della persona e della sua esperienza

È riuscire finalmente a dire:

“Questa cosa mi fa stare male e vorrei poterne parlare.”

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