L’uso del linguaggio ha da sempre effetti incredibili sulle persone.
Cosa diciamo, cosa ci diciamo può dare valore o può distruggere.
Un modo di dire popolare è “avere la lingua tagliente”.
L’uso della parola colpa o della parola responsabilità ha nelle persone un impatto molto diverso. Basta pronunciarle a voce alta e si avverte immediatamente la differenza.

La parola colpa crea immediatamente un senso di mancanza, di errore irrimediabile da scontare.
La parola responsabilità invece crea un senso di potere, di libertà di scelta e creazione.
Passare nel dialogo quotidiano da una all’altra dona la sostituzione del senso di colpa, della necessità di punire o autopunirsi che fermano nella crescita, allo sblocco dell’energia vitale utile per poter vivere una vita piena e felice.
Mantenere invece il senso di colpa porta a punirsi – la maggior parte delle volte inconsapevolmente – per avere l’impressione di sentirsi meglio, in quanto non si merita il meglio dalla vita. Ed ecco uno dei possibili motivi per cui non si ottengono certi benefici o non si raggiungono certi risultati.. Ed ecco uno dei possibili motivi per cui non si ottengono certi benefici o non si raggiungono certi risultati.
Un modo per cominciare questa sostituzione è l’attenzione consapevole all’uso del linguaggio utilizzato sia per rivolgersi agli altri sia verso sè stessi.
Per esempio si può trovare qualcuno di sostegno in questo senso e che faccia notare il linguaggio utilizzato.
Ancora più interessante
è cominciare ad indagare quali sono i sensi di colpa che si provano: per aver detto o fatto qualcosa che si ritiene brutto o doloroso o falso, o perché non si è intervenuti per evitare qualcosa di brutto o doloroso o falso, o si hanno sensi di rabbia/rigetto/impazienza verso persone che si ritiene dovrebbero essere amate, o ancora perché si desidera ribellarsi a chi si è concesso il potere di gestire la nostra vita.
Quale è il vantaggio di mantenere questo schema mentale?
È difficile anche ammettere il senso di colpa, ma connettersi ad esso, sentirlo, accettarlo e quindi agire diversamente è la via dello sblocco verso una vita piena e libera.
Fare spazio per il nuovo che avanza.


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